Speciale: Brethren Reapers – Apocalissi lovecraftiane fra Mass Effect e Dead Space


Brethren Reapers

Apocalissi lovecraftiane fra Mass Effect e Dead Space.

SPOILER! Attenzione, il seguente articolo è una miniera di spoiler ed informazioni complete sulle serie di Mass Effect e Dead Space e contiene citazioni ad altre opere, è pertanto essenziale aver finito tutti i giochi prima di proseguire. La lettura è a vostra unica discrezione.

Mass Effect 3 e Dead Space 3 sono usciti a distanza di circa un anno l’uno dall’altro e, una volta comparsi entrambi sul mercato, hanno suscitato una discreta sequela di discussioni su come l’ultima avventura di Isaac avesse, a detta di alcuni, preso spunto dal titolo BioWare. Questo dibattito è stato in molti casi – giustamente – etichettato come sbagliato, perché parte da premesse fallaci, soffermando l’attenzione sull’elemento della “copia” o comunque della derivazione diretta. Si tratta questo di un approccio errato per diversi motivi, sia perché tale derivazione non è certa, e se pur ci fosse sarebbe ininfluente, sia perché anche Mass Effect attinge a sua volta da numerose altre fonti. Non è inutile tuttavia un confronto fra alcuni elementi delle due saghe videoludiche, in una prospettiva maggiormente “tematologica”, per come la definirebbero i comparatisti.

Oltre ad alcune superficiali similitudini (Electronic Arts è il publisher di entrambi, hanno una ambientazione sci-fi ed hanno virato nel corso del tempo verso un approccio più action-TPS rispetto alle origini) vi sono in effetti alcuni elementi tematici che attingono ad un bagaglio comune, in mezzo alle molte differenze.


L’universo di Mass Effect ospita una grande pluralità di specie senzienti, e l’atmosfera complessiva è di ordine e progresso.


Dead Space è in apparenza più simile alle storie di Asimov, con l’umanità come unica specie in progressiva espansione fra i pianeti della galassia.

In apparenza, per l’appunto, perché già i Necromorfi, per quanto difficilmente definibili come “senzienti” (in fondo sono solo tessuti morti rianimati, al pari di uno zombie), pongono l’interrogativo di quale entità aliena possa aver creato i Marchi capaci di generare simili abomini. I Marchi sono fonti di energia apparentemente inesauribili, creati dall’uomo riproducendo un modello originario (un Marchio Nero di origine extraterrestre) rinvenuto sulla Terra.
Qui è possibile rintracciare una certa eco dei romanzi di Arthur C. Clarke¹, con il suo monolito nero che, anche e forse soprattutto grazie al film di Kubrick, è ben noto (peraltro libro e film hanno origine dal racconto di Clarke La sentinella).
Al di fuori dei risvolti metafisici e filosofici del monolite², esso rimane un manufatto alieno utilizzato per elevare la scimmia in un essere senziente, e poi l’astronauta Bowman in una creatura superiore.


Sembra che anche in Dead Space lo sviluppo umano sia stato condizionato dai Marchi, i quali rappresenterebbero una controparte oscura e meno sofisticata (non a livello di ‘funzionamento’, ma di implicazioni) del citato monolite.

Anche le masseffectiane sonde dei Prothean sembrerebbero ricollegarsi a questi elementi, tanto più che effettivamente i Prothean ebbero modo di studiare e forse guidare nell’evoluzione i primi ominidi sulla Terra. Non sono però queste sonde a rappresentare la “sentinella” della situazione (si ricorda che, per l’appunto, questo è il titolo dell’originario racconto di Clarke, ed il monolite sulla luna svolge la funzione di segnalare il momento in cui l’umanità si sia avviata all’esplorazione spaziale).

Tale ruolo è semmai svolto da Nazara/Sovereign, sentinella lasciata nella galassia dagli altri Razziatori per aprire la strada al loro ritorno.

In Mass Effect l’esistenza dei Reapers viene scoperta piuttosto presto, anche se essi arriveranno in massa solamente nel terzo capitolo della saga. Dead Space non sembra invece presentare un loro corrispettivo, in tal senso, almeno fino all’ultima parte del terzo episodio. Isaac Clarke, sul gelido Tau Volantis, scopre che la luna del pianeta è in realtà un colossale organismo, prodotto finale del processo che genera i Necromorfi. Emerge così il vero fine della più volte citata “convergenza”, e di quell’espressione (“Make us whole again”) che segue il giocatore come una cantilena fin dal primo Dead Space. Questo mantra degli unitologisti (e delle visioni di Isaac) non riguarda una fusione di anime dopo la morte (tema peraltro che sarebbe stato al centro di molte dispute filosofiche medievali), ma la vera e propria fusione di tutti gli organismi di un pianeta, per la creazione di una nuova entità. Le Brethren Moons (o Brother Moons o Blood Moons) sono il prodotto finale di tale convergenza. Pur con le loro differenze, hanno diversi punti di contatto con i Razziatori, più che altro perché entrambe queste entità guardano agli Antichi lovecraftiani. Questo rimando vale soprattutto per le Brethren Moons.

I Reapers – specialmente una volta scoperte le loro origini e finalità – perdono un poco il loro legame con gli Ancient Ones di Lovecraft, pur mantenendo sotto alcuni aspetti una certa continuità. Le differenze principali sono che il tema della macchina è assente nei racconti dello scrittore di Providence (mentre è focale in Mass Effect, e non solo riguardo ai Razziatori), che gli Antichi solitamente non hanno progetti diversi dalla dominazione e la distruzione (forse con la parziale eccezione di Nyarlathotep, i cui piani sembrano più diabolicamente raffinati e complessi) e che i Razziatori hanno una origine, seppur remota nel tempo, mentre un Antico come Azathoth potrebbe benissimo aver generato lui stesso l’universo, col suo gorgogliare e bestemmiare al centro dell’infinito.

Resta il fatto che gli Antichi, pur non essendo divinità, siano visti come tali in relazione ai comuni mortali, e così è anche per i Razziatori, soprattutto da parte dei Geth eretici che finiscono per venerare le “antiche macchine”. Non mancano poi citazioni più o meno dirette, come nel relitto del Razziatore di Mass Effect 2, in cui, in un log, un ricercatore afferma che “even a dead god can dream”. Si tratta di un chiaro riferimento al Grande Cthulhu, che nel racconto The Call of Cthulhu (1926) viene presentato come un dio morto che sogna nella città subacquea di R’Lyeh, inviando i suoi pensieri ai cultisti sparsi in tutto il mondo.

Se poi i Reapers hanno perduto buona parte della loro aura misteriosa e divina, una volta scoperte le loro origini in particolare col DLC Leviathan, ai loro stessi creatori si possono attribuire diversi elementi propri degli Ancient Ones, e di Cthulhu in particolar modo. Quest’ultimo peraltro è un Antico minore (viene detto, in riferimento a Yog-Sothoth, che Cthulhu è un suo cugino, ma che persino lui riesce a malapena a vederlo, tanto è una entità “altra” rispetto al nostro piano di esistenza). Così come Cthulhu i Leviatani sono giganteschi, vivono sott’acqua e ricordano un poco delle piovre, inoltre sono telepati, sono ‘dormienti’ ed in un passato ancestrale furono dei dominatori, venerati al pari delle divinità. E al pari degli Antichi nell’universo di Lovecraft, i Leviatani – e le loro creazioni – sono rimasti lungo i millenni, mentre centinaia di civiltà nascevano e morivano, prima di giungere alla razza umana.
Similmente le Brethren Moons sono creature potenzialmente lovecraftiane, in misura anzi anche maggiore, e più che Cthulhu ricordano Antichi ancor più temibili come Yog-Sothoth o Azathoth. Quest’ultimo, il demone sultano, è presentato (ad esempio in The Dream-Quest of Unknown Kadath, 1943) come un abominio cieco e idiota che digrigna le fauci, mentre nel racconto The Dunwich Horror (1929) viene mostrata la potenza e la fame del figlio di Yog-Sothoth.

Le lune di Dead Space nascono – si presume – dalla convergenza di una specie, così come ogni nuovo Razziatore contiene la memoria genetica di una razza mietuta, ma se questi ultimi operano per un pur distorto progetto di preservazione della vita organica, le lune paiono semplicemente bestie affamate. È curioso dunque notare come, nel DLC Awakened di Dead Space 3, sappiano invece comunicare telepaticamente ad Isaac in un linguaggio quasi raffinato, ma forse le parole percepite sono una rielaborazione mentale dell’uomo, e non quanto effettivamente espresso dalle entità. Riguardo a Yog-Sothoth la Wikia³ di Dead Space segnala anche un riferimento ‘iconografico’: quando in Awakened le sette lune sono mostrate insieme, potrebbero richiamare le sfere con cui è stato descritto – e di conseguenza raffigurato da alcuni disegnatori – l’Antico lovecraftiano. Inoltre tutta la sezione di Dead Space 3 ambientata su Tau Volantis riprende, volutamente o meno, il racconto lungo/romanzo breve Alle montagne della follia (At the Mountains of Madness, 1936) di Lovecraft, anche solo per la discesa finale nella sotterranea città degli ‘antichi’.

In questo parallelismo incrociato anche i Prothean mostrano un certo collegamento con la specie di Tau Volantis. Entrambi razza dominante nella galassia (o almeno così credevano) prima degli Umani, sono stati sterminati dai reali dominatori del cosmo, ma hanno entrambi fornito un lascito a chi è venuto dopo di loro, così che sia Isaac che Shepard abbiano ottenuto la loro possibilità. Se però la vittoria sui Razziatori, qualunque scelta sia stata intrapresa, sembra essere definitiva (salvo particolari e forse poco probabili colpi di scena in Mass Effect 4) ogni vittoria di Isaac è stata per ora solamente parziale. In questo si avvicina, nuovamente, ai racconti di Lovecraft, dove uno sparuto gruppo di individui riesce a salvare temporaneamente la Terra dalla morsa degli Antichi, sfruttando qualche conoscenza del passato, senza però poterli realmente sconfiggere.


Antiche rovine Prothean su Ilos

I resti di Tau Volantis

Awakened, che altro non sarebbe se non il ‘vero’ finale di Dead Space 3, si chiude con una situazione simile ma speculare all’inizio di Mass Effect 3. Shepard fugge dal suo pianeta natale assediato, per tornare in forze e sperare di poterlo salvare dai Razziatori. Isaac fa invece ritorno ad una Terra assediata dalle Brethren Moons, con l’amara consapevolezza che è lui, misero umano solitario, quella che potrebbe essere l’ultima speranza della sua specie e di tutta la galassia. Emergono qui le differenze, più che le somiglianze, perché a fronte di due minacce cosmiche differenti ma di ugual portata, cambiano tutte le altre suggestioni dietro alle due saghe, ed il loro stesso background. Al di fuori delle riprese comuni, Dead Space è figlio di opere come la saga di Alien (il passaggio Xenomorfo-Necromorfo è rapido anche nel nome) e La Cosa (The Thing, 1982) di Carpenter, mentre Mass Effect si colloca nel filone della space-opera ed affastella una serie di rimandi e citazioni più o meno dirette, fra cui ovviamente Star Wars, universo sul quale BioWare aveva peraltro lavorato nel celebre KOTOR4;. Molti sarebbero i rimandi e parallelismi citabili, anche solo riguardo ai Razziatori. Se è vero che inizialmente essi appaiono versioni meccanizzate dei crudeli e possenti Ancient Ones, una volta scoperto il loro vero compito divengono molto più somiglianti, a livello funzionale, agli Shivan di Descent: FreeSpace5; della Volition: una razza aliena col compito di annientare le civiltà troppo evolute per preservare l’ordine cosmico e le specie più deboli. Oppure, uscendo dal campo videoludico, i Reapers si inseriscono in una tradizione comportamentale di certi villain dell’animazione nipponica, come il supercomputer Gaizok di Zambot 36;.

La lista è ampia, ed ogni giocatore può espanderla sulla base delle proprie esperienze personali. Si tratta il più delle volte di collegamenti non cercati, ma non per questo da abolire in una riflessione, tenendo presente che l’obiettivo non è la ricostruzione di una storia cronologica del tema.

Ritornando all’interno del triangolo Ancient OnesBrethren MoonsReapers, di cui Lovecraft costituisce il vertice, si può sviluppare un parallelismo ulteriore, ad un livello più profondo: le manifestazioni di queste creature sono apocalittiche.


Oggi il linguaggio comune intende, col termine “apocalisse”, la fine del mondo o perlomeno di una civiltà, con un grande cataclisma o anche una lenta inedia. In tal senso i tre vertici della piramide sono tutti apocalittici in potenza, con una distruzione evitata o rimandata7;, almeno per quanto riguarda la razza umana (se si guarda invece alla storia cosmica molte civiltà hanno subito in passato una “apocalisse”).

Ma il significato originario del termine è differente. Il verbo apokalypto non indica una catastrofe, ma un disvelamento. L’Apocalisse neotestamentaria parla della rivelazione divina a Giovanni, ma le numerose immagini catastrofiche al suo interno hanno portato ad una simile confusione. Esiste poi del resto una intera “letteratura apocalittica”, in cui il divino svela una verità cosmica. Sono testi cristiani ed ebraici, ma anche babilonesi, siriani, persiani ecc8;.

In un universo privo di dèi sono degli alieni a prenderne il posto, per via della loro natura incredibilmente superiore a quella di altre forme di vita. E, sulla scorta dell’orrore cosmico lovecraftiano, è assai probabile che simili creature non siano benigne. Ecco allora che spetta a queste entità, ed ai loro profeti, la rivelazione su come realmente il cosmo sia organizzato. Tali annunci non hanno nulla di lieto: demoni sultani ciechi e idioti (Azathoth), cicli di distruzione ogni 50.000 anni (Razziatori), trappole con la promessa di energia infinita (i Marchi delle lune). È chiaro in che senso Lovecraft incominci il suo The Call of Cthulhu scrivendo che «viviamo su una placida isola di ignoranza nel mezzo del nero mare dell’infinito […] ma, un giorno, la connessione di conoscenze disgiunte aprirà visioni talmente terrificanti della realtà, e della nostra spaventosa posizione in essa che, o diventeremo pazzi per la rivelazione, o fuggiremo»9;. Dinnanzi a rivelazioni talmente mostruose per molti è preferibile tentare una fuga, fingere che tali forze cosmiche non esistano per davvero (sono ben noti ai giocatori di Mass Effect gli sforzi del Consiglio per far passare la Sovereign come una nave Geth, o il celebre “Ah yes, Reapers” del consigliere Turian, divenuto fonte di numerosi meme e video sulla rete). Tuttavia chiudere gli occhi non è sufficiente a far scomparire i mostri in agguato, quando la loro esistenza è reale, tanto più se i ‘mostri’ in questione hanno la forza degli dèi e come tali si percepiscono (“You can kill the prophet, but you can’t kill the god!” affermano le lune ad Isaac, in Awakened). Da Cthulhu ai Razziatori, sono tutti creature vecchissime, forze pagane10; pronte a nuocere per motivi differenti ma sempre devastanti per il “nuovo”, che in questo caso è l’uomo. Questi mostri millenari condividono tutti un qualche aspetto del Drago apocalittico (nel caso di Cthulhu anche fisicamente, avendo alcuni tratti di questo animale mitologico), ossia Satana, e come il Drago hanno i loro falsi profeti.


Chiesa Unitologista

I cultisti degli Antichi in Lovecraft, gli unitologisti (soprattutto quelli si potrebbe dire ‘riformati’ di Awakened) in Dead Space, Saren e gli indottrinati in Mass Effect. Spetta a loro annunciare l’apocalisse/rivelazione, delle loro oscure divinità al resto dei mortali. Spetta a loro facilitare il ritorno e la vittoria degli antichi dominatori. Spesso non è una scelta voluta e consapevole, ma il risultato di alterazioni mentali come l’indottrinamento masseffectiano, che porta un soggetto a condividere il pensiero dei Razziatori. L’operato di questi profeti/agenti infiltrati è decisivo, oltre che ricorrente: vi furono indottrinati fra i Prothean, e molti abitanti di Tau Volantis cedettero al potere del Marchio.

Tuttavia, in questo panorama, occorre infine una puntualizzazione che già è stata accennata di sfuggita. Fra le differenti lamentele, più o meno giustificate che siano, sul finale di Mass Effect 3, in molti hanno criticato l’eccessivo disvelamento dei piani dei Razziatori, completato con il DLC Leviathan, molto affascinante ma in un certo senso anche dannoso. Spiegare l’origine dei Razziatori e mostrarne i creatori già tende a ridurne la portata divina (pur spostando in parte simili aspetti sui Leviatani). Soprattutto però è il loro piano a lasciare dei dubbi. Lo stesso fatto di averlo rivelato riduce la loro imponenza, ci si allontana dal “cosmicismo” di matrice lovecraftiana, in cui un elemento focale è l’ignoranza sulle vere forze che agiscono nell’universo. Inoltre è anche faticoso, pur con buona volontà, accettare l’intelligenza superiore di uno starchild ( nell’immagine affianco ) che vede nell’annientamento degli organici evoluti l’unico modo per prevenire il conflitto coi sintetici. Il fatto che fra Geth e Quarian sia stata possibile (anche se solo in base a determinate scelte) una pace è un elemento che la ‘mente comune’ dei Razziatori tende semplicemente ad ignorare, così come l’amicizia fra Shepard e IDA, e molti altri esempi. Lo starchild, con logica da calcolatore, o da burocrate, applica pedissequamente il comando ricevuto, fin quando non riceve nuove istruzioni.

Simili elementi hanno rimosso il velo (anche questa è una apocalisse, una rivelazione, dunque) sull’operato dei Razziatori, e sul fatto che non siano realmente malvagi, ma agiscano piuttosto in un’ottica di preservazione, per quanto distorta. Poco invece è tutt’ora noto su Cthulhu, o sulle Brethren Moons. Si può ipotizzare che le lune non abbiano alcun progetto e siano solamente creature irrazionali e fameliche, o che abbiano una intelligenza avanzatissima ma malvagia, o ancora che in qualche modo perseguano a loro volta un progetto che, in prospettiva cosmica, risulti ‘buono’.
Incertezza e mistero accrescono la paura.

Questa non vuole essere una accusa a Mass Effect 3 o ai suoi sviluppatori, ma la semplice constatazione che la vena lovecraftiana dei Razziatori sia ormai esaurita, ed essi abbiano perduto quel loro configurarsi come versioni robotiche degli Antichi. Altre creature invece, come le Brethren Moons, sono in tal senso ancora all’inizio di un percorso rivelatorio, in direzione della loro apocalisse orrorifica.

Note:

1 Sono peraltro così stati nominati i due maestri sci-fi (Isaac Asimov e Arthur C. Clarke) da cui Isaac Clarke di Dead Space mutua nome e cognome.

2 Si veda ad esempio la componente superomistica come viene presentata in A. Sani, Kubrick, Nietzsche e il superuomo alla relativa pagina di Diogenemagazine.

3 Ci si riferisce in particolar modo ai trivia nella pagina dedicata alle Brethren Moons.

4 Star Wars: Knights of the Old Republic, BioWare – LucasArts, 2003, PC / Xbox.

5 Descent: FreeSpace – The Great War, Volition – Interplay Entertainment, 1998, PC.

6 Come risorsa cartacea si segnala, per un approfondimento sull’anime, F. Rossi, Nuove ere e nuove genesi. Storia della fantascienza giapponese, Edizioni Il Foglio, 2011, pp. 115 – 117 e più in generale tutto il capitolo sul suo studio d’animazione.

7 Sempre che in un Dead Space 4 (di cui Electronic Arts ha smentito la cancellazione, ma non ha neppure confermato lo sviluppo) Isaac riesca davvero a fermare le Brethren Moons. Se la serie dovesse venire sospesa il tutto si concluderebbe con l’attacco delle lune alla Terra ed una assai probabile distruzione del genere umano.

8 Solitamente i commenti al testo dell’Apocalisse presentano più o meno brevemente l’esistenza di una simile letteratura. Per un ottimo sunto della questione cfr. G. Biguzzi, Apocalisse, Paoline, 2005, pp. 64 – 75.

9 H.P. Lovecraft, Le storie del Ciclo di Cthulhu. Il mito. Tomo I, G. Pilo – S. Fusco (a cura di), Newton Compton, 2004, p. 68.

10 David Lawrence, in un testo (Apocalypse) che è una atipica interpretazione dell’Apocalisse giovannea, ripercorre i numerosi aspetti a suo dire pagani del testo. Lawrence ci dice che quando l’uomo nuovo non ha la forza di superare l’antica natura, e le forze ‘infernali’ all’interno del proprio animo, ecco che queste vecchie potenze ritornano per annientarlo.

Il seguente articolo è redatto da Derfel in esclusiva per Mass Effect Legion.com, se ne vieta la copia anche parziale al di fuori dello stesso senza previo consenso scritto dell’autore.