Sex Effect: Jane Shepard


Jane Shepard

“La Regina di Cuori”

La versione femminile del Comandante è stata principalmente concepita come sfogo visivo dei nerd sessualmente poveri e solo in un secondo tempo costituicsce una vera e propria filosofia di gioco. Lo dimostra un po’ la decisione di far scegliere, a quegli assidui sventolatori di *censored* che sono i fan, la femshep predefinita per il terzo capitolo con tanto di cover double-face dedicata.
Brrr.

Se per John hanno dato quel volto da protagonista di un film di serie B, di quelli che piacciono all’utenza media composta da consumatori di fiction senza alcun elevato scopo e dalle teenager che aprono fashion blog per non dover lavorare, con la Jane hanno voluto attirare i modder annoiati dalla vita che preferiscono immedesimarsi in scolarette giapponesi anziché protagonisti lore-friendly.

In Massqara Effect abbiamo, così, la possibilità di impersonare una FemShep predefinita dai capelli rossi (neanche naturali, ma ciliegia), occhi verdi, e con un contorno occhi che Georgia May Jagger potrebbe ritirarsi in un angolo a piangere per poi impiccarsi per la disperazione ricavando un cappio dalle sue ciglia. Insomma, con una Shepard così, il fan non potrebbe chiedere di meglio.

Come se non bastasse, si aggiungono le mod dei fan più accaniti che inseriscono nuovi stili di capelli improponibili, tinte fluo e robe scandalose di varia natura.

Concludendo questo sfogo e ricordando che FemShep è un soldato, non una bambola stimola-erogazioni, parliamo di cosa significa essere veramente un comandante donna, dal momento che anche lei è un’anima intelligente, oltre che il simbionte dei genitali femminili.

Per la gente meno mattacchiona e con più dedizione verso una saga che gli ha cambiato la vita, esiste fortunatamente la possibilità di personalizzare la propria Shepard. Sebbene ci siano molti limiti nella schermata di creazione, è possibile ottenere alcune combinazioni per realizzare una FemShep degna o, perlomeno, decente.

Ad impreziosire la nostra scelta di giocare donna, è il doppiaggio originale di Jennifer Hale, ormai veterana, trasformista dai molti accenti, che ha reso il suo contributo sicuramente più interessante e con un risultato molto diverso dalla voce del MaleShep, monotono come il suono dell’aspirapolvere della vicina del piano di sopra.

Nonostante abbia lo stesso scheletro 3d (e quindi stesse animazioni) della versione maschile, FemShep fa sicuramente la sua figura, non tanto nel primo capitolo, talmente maschiocentrico che l’unica possibilità etero è offerta da una relazione con Kaidan, che ai giocatori uomini più virili/villosi e rock’n’roll fa sfumare la passione come il fumo delle caldarroste sul ciglio della strada, ma già nel secondo, che offre più possibilità: un pochissimo considerato Jacob dalle raccapriccianti animazioni facciali durante la romance, un Garrus che fa storcere il naso e un Thane, la cui relazione è sicuramente la più intrigante (caso interessante per Liara, ai cui immacolati e filosofici discorsi del tipo “maschio e femmina non significano nulla per le Asari” non crede nessuno e quindi W il lesbo, per la genuina gioia di noi mattacchioni). A FemShep è così permesso di manifestare tutta la sua manipolabile personalità femminile, con tanto di dialoghi esclusivi (rari ma ci sono, come quello con Wrex ed Eve, o con James e la sua simpatia post-attivazione del corpo di EDI).
Inevitabilmente, la nostra personale comandante è una soldatessa mascolina, vuoi per la sua educazione militare, vuoi perché è stata sviluppata sulla base della sua versione maschile.

Rappresenta un emblema rispetto alla iconcine dei videogiochi, in un periodo, quello attuale, dove il pubblico non è più quasi esclusivamente composto da giocatori maschi che sostituiscono le varie Lara Croft, Jill Valentine & co. alle riviste pornografiche. FemShep è un personaggio più profondo, a tutto tondo, i cui connotati selezionabili durante la fase di creazione sono più interessanti di quelli predefiniti: i tagli di capelli corti o chiome raccolte meglio evidenziano, ad esempio, la situazione più adatta e pratica per una battaglia.

Ne deriva che alla Shepard è più consono un look sobrio, senza però rischiare di farle perdere quell’elemento ringalluzzente che tanto piace al pubblico maschile.

Certo, non tutti se ne rendono conto, preferendo una comandante ipertruccata e tinta come l’ipocrisia, ricorrendo a mods estetiche che imparruccano la nostra eroina in modi impossibili.

La Shepard ideale è quindi forse una mega donna tendente al lesbismo (ma non per forza, sennò poi le giocatrici etero piangono) con una parvenza simil-Ashleyana e che offre un’esperienza di gioco più insolita rispetto alla controparte maschile che è il solito soldato badass. Una valchiria corazzata dai tratti appena rudi, che tenta di fare giustizia tra le icone dei videogiochi femminili, attirando su di sé meno voyeurismo e una più femminile serietà.

Scritto e diretto da DNA-Daenar.

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