Mass Effect fan art tutorial: Turian Cabalist Digital Painting by DNA-Daenar


Tutorial: ME Digital Painting

Turian Cabalist by DNA-Daenar


Il seguente tutorial è stato realizzato per il nostro sito dall’artista DNA-Daenar, che ci mostra il Work in Progress della sua Turian Cabalist, realizzata in digitale su Adobe Photoshop CS5 con l’ausilio di una Wacom Intuos 4.

Tenterò in questo WIP di mostrare come, con semplici accorgimenti è possibile realizzare un lavoro con soggetto “vivo” e ricco di dettagli.
Per iniziare:

Il pennello che ho utilizzato, e che utilizzo praticamente sempre è questa sorta di rettangolo inclinato con i bordi corrosi, molto versatile perchè se da un lato è un pennello duro, dall’altro favorisce le sfumature.
Spuntare “Altra dinamica” e settare opacità e flusso in pressione penna è indispensabile per una resa migliore e per fare in modo che photoshop riceva informazioni dalla pressione della penna, e in alcuni pennelli l’inclinazione. Dinamica forme a discrezione, per fare dei tratti che non sbavano e aumentare la precisione.
L’area di lavoro in questo caso non è necessariamente grande, è vero che di solito creo documenti da 5mila pix di larghezza ma si può realizzare qualcosa di ottimo in qualsiasi risoluzione, questo disegno è in dimensioni A4.
Per comodità sarebbe utile creare 3 livelli del disegno. Background, Sketch e Colors. Il livello sfondo lo ignoro in quanto ha delle limitazioni per delle eventuali modifiche.
Bene, questo era l’introduzione per i principianti, adesso si passa alla realizzazione:
Il soggetto in questione è una turian in copertura, utilizzando lo screen del pg Cabalist è possibile capire meglio l’anatomia e i dettagli estetici di questa ragazza:

Non è uno stravolgimento dell’anatomia umana, proporzione e masse sono quasi le stesse, si passa quindi allo sketch in bianco e nero.
Tracciati i contorni molto sketchosi e per nulla lineari sono passato subito con il famigerato pennello ad inserire delle ombre rozze. Come si vede, il lavoro finito è molto contrastato e la metà destra è praticamente nera, si inizia così a proiettare un’ombra sul muro.
Una ottima cosa sarebbe già partire con uno sfondo monocromatico, in questo caso avrei potuto utilizzare un grigio intermedio, o se avessi voluto farla “al tramonto” un arancio.
Decidere già subito da che parte arriva la luce è importante e vi da già un’impostazione mentale su come procedere coi prossimi step.
Per gli iniziati al disegno può essere utile il famoso cubo, che mi disegnò il mio professore alla mia prima lezione di anatomia della mia accademia e che ridisegno qui:

La superficie direttamente colpita dalla sorgente è più chiara, la faccia 3 invece è quella ignorata dalla luce e sarà più scura, come sarà ancora più scura l’ombra che proietta.

Avendo deciso quindi che aspetto avranno grossomodo le ombre si iniziano a buttare giù le prime idee di colore. Decidiamo per una battlesuit rossa e le fiale di veleno rigorosamente verdi fluo.
Non lo faccio quasi mai ma crearsi una paletta di colori come in questo caso può risultare utile. Sulla testa della Turian ho riportato i colori principali per riprenderli con lo strumento contagocce in maniera più rapida.

Tutto il mio metodo è incentrato su un discorso di velature di colore, a volte anche decine se non di più.
Questo conferisce un certo rilievo alla figura. Quando dipingo l’opacità del mio pennello non va mai oltre il 30%. Può essere d’aiuto quindi iniziare da un fondo di colore più scuro per letteralmente scolpire con dei colori più chiari le superifici (questa cosa non vale per la pittura ad olio ma l’immediatezza del digitale invece lo consente).
Il viso ha una tonalità sul verde-grigio ma che diventa decisamente bianco nei punti più luminosi, vedi narice, lo zigomo o i bordi delle orbite.
Un occhio verde e un puntino bianco sulla pupilla per dare un senso di lucidità. Risulta forse più facile da ritrarre di un volto umano a causa della struttura “segmentata”.
Per gli insicuri o per quelli che amano prima creare delle linee guida per realizzare migliori proporzioni si può partire nel creare dei poligoni per le singole scaglie facciali, un trapezio capovolto per la fronte, un triangolo che va dalla protuberanza dello zigomo fino al mento e così via.

Anche qui la corazza ha subìto lo stesso trattamento, i punti più in rilievo sono riflettenti nel tentativo di creare la texture di un’armatura graffiata ma allo stesso tempo lucida. Picchiettando con delle piccole pennellate di colore sempre più chiare può creare un effetto di usura.
Altre linee sempre di colore più chiaro altri volumi, come quei tratti che formano una V sulla piastra pettorale contribuiscono, con l’aggiunta di altre ombre a definire il rilievo sulla corazza.

Quello che ci importa veramente è ammirare la Turian, il muro sullo sfondo è del tutto secondario se non per il fatto che bisogna necessariamente scurirlo nella parte dove non batte la luce. Qui ho inserito dei brush personalizzati per il muro, si trovano in giro for free su internet, basta cercare che tipo di pattern volete riprodurre.
L’immagine a sinistra potrebbe già costituire uno stadio finale del lavoro ma per me che adoro i contrasti è ancora tutto da vedere. Cercando tra le varie funzioni di photoshop ho trovato interessanti ed utili 2 strumenti.
Curve: (sotto Immagine>Regolazione), strumento per il ritocco fotografico che può conferire una profondità e contrasto ulteriore se le ombre che avete creato non vi bastano. Sulla Turian Cabal non l’ho utilizzato.
Contrasta/Sfocatura: (entrambi sotto Filtri) giocando con i parametri che questi strumenti offrono è possibile abbassare o far risaltare i dettagli. Nell’immagine a destra si nota subito la differenza: il muro è più sfocato, al contrario la turian (che è stata dipinta preliminarmente su un altro livello) è stata contrastata. Tutto in modo tale che il piano focale coincidesse con il viso e la parte frontale dell’armatura.
Ulteriori riflessi o luci possono essere dati con il primo pennello che photoshop ci offre, il pennello tondo sfocato. Settandolo con l’opacità e dimensione giusta è possibile mettere ancora più in rilievo piccoli elementi: il riflesso della pupilla, i bordi delle parti dell’armatura e i bagliori verde fluo attorno i cilindri di veleno.

Il lavoro è ultimato ma non bisogna prendere quello che scrivo per delle vere e proprie regole “How to”.
Mi definisco ancora uno che deve imparare molto ed in cerca di nuove scoperte e tecniche :V
Molte cose magari non le ho dette e mi sono sfuggite e, visto che questo post è già molto lungo, ad eventuali domande risponderò successivamente su questo topic.
Spero sia utile a molti ed almeno gradevole agli esperti.

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