Mass Effect: Infiltrator


RELEASE 6 Marzo 2012 (iOS), 22 Maggio 2012 (Android)
21 Maggio 2013 (Windows Phone 8), 13 Giugno 2013 (BlackBerry 10)
MODALITA’ Giocatore Singolo
SUPPORTI Digital Download
PUBLISHER Electronic Arts, Nokia Corporation (Windows Phone 8)
DEVELOPER IronMonkey Studios®
REQUISITI Compatibile con iPhone 3GS, iPhone 4, iPhone 4S, iPod Touch (terza generazione), iPod touch (4a generazione) e iPad.Richiede iOS 3.0 o successive

In questo mini-gioco per iOS ed Android impersoniamo un agente rinnegato di Cerberus, Randall Ezno, ribellatosi all’organizzazione per la quale finora ha procurato soggetti alieni da utilizzare come cavia in una struttura di ricerca illegale.
Ora che il Direttore del laboratorio ha superato ogni limite concesso dall’umana coscienza, Ezno è pronto a combattere Cerberus fino alla morte per riuscire a consegnare i dati sugli esperimenti top-secret all’Alleanza.
E’ stato sviluppato in concomitanza all’uscita di Mass Effect 3, con il quale è possibile interagire trasmettendo utili risorse di guerra, altrimenti impossibili da ottenere.
Lo scopo del gioco è di collezionare prove contro Cerberus e liberare i prigionieri dalle base dell’organizzazione, nel corso dell’avventura sarà anche possibile prendere decisioni da Eroe o Rinnegato.

Mass Effect: Infiltrator
da 2015 è stato rimosso da tutti gli App store, senza una ragione confermata dalla EA.

Missione Bonus

Con l’aggiornamento 1.0.3 del gioco viene inserita una missione aggiuntiva che permette di giocare nei panni di uno dei prigionieri, una vittima degli esperimenti turian, liberata da Ezno.

SEI UN AGENTE DI CERBERUS…
…rinnegato! Mentre il comandante Shepard cerca di opporsi ai Razziatori, Randall Ezno, un agente veterano di Cerberus, procura soggetti alieni a una struttura di ricerca illegale. Ma quando il Direttore di questo laboratorio segreto supera il limite, Randall tradisce Cerberus e diventa suo acerrimo nemico! Ottieni dati d’intelligence e trasmettili a Galassia in guerra per aumentare il tuo livello di reattività galattica in Mass Effect 3!

Recensione a cura di DNA-Daenar

Dal momento che viene offerto spazio di discussione a elementi della saga come fumetti inutili, gadget orrendi e abbigliamento dai costi assurdi, mi sembra giusto parlare di un altro oggetto simile.

Con l’acquisto di uno smartphone tutto sbrilluccicoso e classy ho deciso di sacrificare tempo e qualche spicciolo per questo spin-off tanto ignorato.

Questa volta niente eroi o paladini galattici, impersoniamo un sempre scontroso e scurrile agente operativo di nome Randall Ezno, che raccoglie nella sua figura (insbiegabilmente bassissima rispetto agli personaggi): il ciuffo improponibile di Kaidan Alenko, il viso dell’Illusive Man e la personalità di Zaeed Massani. Dopo una breve missione in cui dovremo catturare un turian cecchino, a Randall verrà portata via la sua padrona di friendzone


La possente e torreggiante figura di Randall Ezno, comparata agli esili e ordinari soldati di Cerberus.


Inali, la tech Cerberus rapita dalla stessa organizzazione per cui lavora, per orribili scopi (che potete immaginare comunque, alla Cerberus abbiamo capito che fanno solo esperimenti scandalosi).
Essendosi Randall reso conto che i suoi datori di lavoro sono tutti fuori di senno, (gli eventi sono paralleli a quelli di Mass Effect 3) questi decide di gettare la base operativa, chiamata Barn, nel totale chaos con l’aiuto di un Volus con cui entra in contatto via radio che, nonostante sia petulante e ripetitivo, dimostra di possedere utili conoscenze informatiche. Facendosi largo attraverso prigionieri alieni imbufaliti, robot e soldati Cerberus, il protagonista seguirà le indicazioni dell’innominato Volus per cercare Inali e il sinistro direttore del Barn.

I ragazzi della IronMonkey Studios hanno avuto l’evidente desiderio di implementare del tutto lo stile di gioco della trilogia originale e devo dire che ci sono riusciti, nonostante alcune situazioni di gameplay snervante. Impugnando il nostro smartphone come un GameBoy Advance, interagiamo toccando lo schermo per correre, sfruttare le coperture, cambiare arma e abilità biotica e, ovviamente, mirare e sparare. Sigh.
Spesso l’interazione risulterà accidentata in quanto frequentemente sbaglieremo comando, facendo così uscire dalla copertura Randall o sparando alle mosche, dal momento che l’unico modo per arrecare danno ai nemici è sparargli mirando alla testa, con l’aiuto, però, di un segnalino target arancione che, se sovrapposto col nostro mirino, ci assicura una mira letale. Se si prova a sparare in altre aree del corpo, invece, si sortisce lo stesso effetto del lancio di caramelle.


La mira alla testa è fondamentale ma costituirebbe un vero incubo per chi ha le dita grosse.

Durante gli scontri ci sarà modo di utilizzare quattro diverse armi e quattro abilità biotiche, sbloccabili tutte in uno Store in cambio dei crediti che si otterranno dopo ogni checkpoint il quale riassumerà brevemente il nostro stile di combattimento in base al tempo che abbiamoimpiegato per sbarazzarci dei nemici, della salute che abbiamo perso e dello stile di lotta (utilizzo di diverse armi e abilità), premiandoci con la materia spendibile dopo una classifica che giudica senza pietà le nostre performance in base alla filosofia “bronzo, argento, oro”.
Il getto dei colpi è comunque automatico, l’abilità del giocatore sta nel mirare, in slow motion, il punto debole del nemico prima che Randall svuoti il suo caricatore.
In generale i comandi sono intuitivi e sono concepiti con l’idea di essere gestibili e rapidi: correre verso una copertura per far accovacciare Randall -> tap sul nemico per scoprirsi e mirare -> trascinamento del mirino sulla testa del bersaglio per fracassarlo di proiettili -> tap di nuovo per interrompere la sparatoria e tornare in copertura.

Ma ovviamente non è così tutto fluido come sembra. Frequentemente ci si troverà a gestire, su quel piccolo display da 4-5 pollici, situazioni in cui siamo circondati e non abbiamo copertura a portata di mano, il che ci fa uccidere in fretta. In questi momenti ringraziamo i nemici per averci di averci risparmiato momenti di ansia, in modo rapido e indolore, ma li malediciamo subito dopo esserci resi conto che dobbiamo ricominciare il checkpoint da capo.

Per aiutare il giocatore in questi momenti intensi, si è pensato bene di aggiungere l’abilità di renderci invisibili per un breve periodo di tempo, dandoci dei secondi di tregua in cui i nemici inebediti smetteranno di attaccare e che ci permetteranno di trovare riparo e riprendere il controllo del personaggio e della nostra facilmente alterabile personalità.


Stiamo sempre parlando di un giochino per il cellulare da 500mb, non aspettiamoci
chissà quale profondità delle vicende.

Alcuni momenti del gioco sono inoltre dedicati alla classica scelta Paragon – Renegade che modificheranno l’esito della sequenza finale del gioco. Molto semplici a dire il vero, niente dialoghi o scelte intricate, un semplice “o t’ammazzo o vabbè dai, scappa prima che cambi idea”.

Ad “arricchire” la storia principale si aggiunge una missione bonus “Incarceration” che vede protagonista il turian catturato da Randall all’inizio del gioco, il quale tenterà in tutti modi di scappare dalla base Cerberus aprofittando del chaos causato dallo stesso Randall.
In questo caso non saranno disponibili equipaggiamenti alternativi, ne abilità biotiche, rendendo il gameplay più arduo.

Tutto sommato Mass Effect: Infiltrator è un giochino divertente, ideale per passare il tempo se non avete altri sfoghi videoludici a portata di mano. La colonna sonora della trilogia originale e alcuni riferimenti “easter egg” come quello su Garrus o su Blasto, arricchiscono, in un certo senso, questo piccolo sparatutto. I boss sono anche abbastanza divertenti da sconfiggere.
Un altro aspetto positivo è la già discussa implementazione dello stile di gioco di Mass Effect, rischiando però, nonostante la sua semplificazione, di rendere spesso il gioco arduo e poco gestibile sul piccolo schermo del telefono.
Inutile fare discussioni su una trama, un mero pretesto per fornire al giocatore livelli in cui sparare ai nemici. Non che sia un elemento negativo, d’altronde non è che ci aspettiamo emozioni e struggimenti dai giochi per cellulare. Quello che conta, alla fine, è sporcare lo schermo con le nostre frenetiche mani e basta.