Mass Effect Concept Art – Dietro le quinte


Mass Effect’s Concept Art

Dietro Le Quinte by Matt Rhodes
Matt Rhodes è il direttore artistico della trilogia di Mass Effect; fatta questa premessa, quanto segue proviene al suo blog, dove ha scritto di suo pugno uno speciale di approfondimento sul ruolo del Concept Artist, ed è curioso vedere i primi abbozzi in cui i personaggi prendono vita, idee scartate di vari design che profumano di sci-fi che ci piace tanto confrontare con quelli definitivi. Qui, sono raccolti artwork che possono destare più interesse negli appassionati.

Scrive Rhodes sul suo lavoro:

Quello del Concept Artist, è il ruolo di un esploratore, con il compito di progettare un mondo attraverso l’oscurità.

Shepard
Questa fu una primissima idea per Shepard. Nelle immagini, egli è stato costretto a cedere alla tecnologia dei Razziatori, per raggiungere i suoi obiettivi ( sì, questo fa molto Saren ) e avrebbe dovuto confrontarsi con il nuovo Spettro umano, Ashley.


TIM e Kai Leng
Due primi tentativi su Kai Leng, giocando con l’idea di Ben Huen sulle gambe robotiche, ed una versione sfregiato in battaglia. L’obiettivo di questa versione era quello di creare uno Shepard “cattivo”: sebbene Cerberus abbia ricostruito anche lui, il risultato è senz’altro peggiore.



Due rappresentazioni di un Uomo Misterioso in overdose da tecnologia dei Razziatori.

L'Uomo Misterioso

L'uomo Misterioso


Ashley

Primi abbozzi del costume di Ashley. L’idea era di creare un ibrido tra uniforme ed armatura. Rhodes afferma di aver sempre avuto una cotta per l’idea dell’armatura futuristica super aderente, ispirata all’estetica delle mute da sub.
Inizialmente, l’obiettivo era di farle indossare una tuta che fosse flessibile ed allo stesso tempo solida e protettiva, ma l’armatura futuristica e flessibile è un’idea che richiede troppi fronzoli descrittivi in-game, quindi a fine giornata hanno deciso definitivamente di buttarsi sulle inflessibili armature che ben conosciamo.
Meglio così forse, Ashley non mi sembrava apprezzare molto quel tipo di tute.

Ashley

Nave dei Collettori e Razziatore Umano
Entrambe hanno richiesto molto tempo per la creazione, la sfida maggiore è stata comunicare la loro portata, di dimensioni immense.
Queste concept fanno parte del lungo dibattito sulle dimensioni, e sull'”astrattezza” del razziatore umano. I primi esperimenti si orientavano su una figura fetale, altre sullo scheletro e il sistema muscolare.





Idea mai utilizzata per un possibile alieno. Terribile, proprio ciò a cui puntò Rhodes creandolo.

matt_artalien

L’ombra
Un assaggio dei processi creativi dell’Ombra. Personalmente, l’ultima concept la trovo davvero impressionante, alla sola vista incute vero e proprio timore, e sarebbe stata a mio parere una buona alternativa all’Ombra definitiva.



Un’idea per l’architettura Turian.


Ed una rappresentazione dell’infezione dei Razziatori nel sistema Geth.


IDA
IDA ha comportato molte iterazioni, e viene descritta da Rhodes come una vera sfida, e per completarla ha aiutato esplorare molti territori, ciascuno “toccata e fuga”.

Pelle sintetica, con e senza luminescenze.

Una versione avatar della Normandy.


Un tributo a Pris di Blade Runner.

Manichini meccanici.

Una versione strettamente connessa alla Normandy, seppur con un corpo.

L’aspetto dei tanto discussi prothean.

L’immagine in seguito è prettamente speculativa. L’autore spiega di aver immaginato una galassia cambiata per sempre dalla scelta sintesi; dopo che la vita e la tecnologia vengono unite ( all’epoca, ancora non sapeva che i portali galattici sarebbero andati distrutti ), non ci sarebbe più stato bisogno delle navi spaziali, poichè le nuove creature si sarebbero potute spostare a piacimento raggiungendo il più vicino portale, e spedirsi in ogni mondo volessero.

Questo avrebbe iniziato a cambiare la biologia di ogni creatura nella galassia, cosicché non fossero più limitati dalle condizioni ambientali.

Nel disegno, una sorta di mix Asari/Salarian/Umano/, madre e figlia che nel lontano futuro, passeggiando piacevolmente per una distesa d’erba, sullo sfondo le rovine della Cittadella.

Il volto di Tali

La disputa sullo svelare oppure no il volto di Tali si è protratta a lungo, e a giudicare dalle varie versioni proposte da Rhodes, neanche loro hanno la più pallida idea, tutt’ora, di che volto abbiano i quarian sotto alle loro maschere.

L’autore crede che rivelare il suo viso avrebbe potuto sia far felici i fan che deludere le aspettative, perchè tali è un po’ come un’amica di penna, o un’amica conosciuta online; e se fosse stata troppo aliena? troppo repellente? avrebbero i fan, specialmente quelli tanto attaccati al personaggio, provato poi gli stessi sentimenti nei suoi confronti? oppure la sua personalità e la sua storia avrebbe fatto loro superare le apparenze?



Per Rhodes, la vera tali è sempre stata e sempre sarà questa, quella disegnata nei primi abbozzi in Mass Effect, quando ancora il suo volto non era diventato un affare di stato.


Per gustarvi altri bellissimi artwork, andate sulla nostra galleria dedicata, dove i aspettano questi e molti altri dello stesso bravissimo autore e in alta definizione!